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Visitare Percorso 5 - Sentiero dei ciliegi

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Variante 5A - Pianezze - località Malossi - Via Sandri

  • Tempo di percorrenza: 1 h

  • Lunghezza: 2,40 km

  • Dislivello: 134 mt

  • Tipo di percorso: Strada asfaltata - Sentiero

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Si parte dal centro di Pianezze in Via Roma. Si prende sulla sinistra la prima parte di via Sandri per poi imboccare a destra Via Moscardina. Dopo alcuni metri si prende la prima svolta sulla sinistra e  si mantiene la destra passando su un sentiero sterrato seguendo la segnaletica che conduce in Località Malossi (Attenzione: in questo punto troverete oltre alla nostra segnaletica “Sentiero dei Ciliegie, n. 5” anche la segnaletica di due storici sentieri, quella con fondo bianco e il simbolo delle ciliegie e quella del sentiero “Colceresa”). Dal termine nord della contrada di località Malossi si sale immergendosi nel bosco ceduo. Non é raro essere accompagnati dallo scorrere delle acque del sottostante ruscello. La salita si interrompe su una piazzola di sosta dove si può riprendere fiato.

A questo punto é possibile svoltare a sinistra per scendere in gran parte su via asfaltata (osservare il codice della strada) percorrendo la variante 5A  che si immerge per un buon tratto tra i ciliegi e i castagni.

L'itinerario principale invece prosegue dritto dalla piazzola di sosta attraverso una caratteristica ed ampia piantagione di ciliegio e sfocia su Via Sandri che percorriamo a sinistra per un breve tratto tornando poi a deviare in mezzo ai frutteti su un tratto di sentiero ristretto, che esce nuovamente su via asfaltata. A questo punto (osservando il codice della strada)  si svolta a sinistra, (siamo su Via Roccolo Carli) dove la segnaletica dopo circa 100 mt ci indirizza verso il collegamento con il sentiero n. 4 (strada sterrata a destra) E' questa la tabellazione che seguiremo da qui in poi per un lungo tratto. Si arriva dunque fino al bivio di via d’Agù/Via Costacurta. In corrispondenza di questo crocevia si mantiene la destra attraverso il sentiero con direzione Marostica (visibile la storica postazione militare della Prima guerra Mondiale). La discesa verso la località intermedia di Roveredo Alto si svolge in gran parte lungo uno stretto ma agevole sentiero ombroso ed una volta in Roveredo si entra nella contrada passando davanti alla Chiesetta della Madonna delle Grazie per puntare ancora decisamente a sud. Il sentiero in discesa va percorso con attenzione sia per non scivolare sul ciotolato sia perché in alcuni punti vi sono pendii piuttosto ripidi. Questo tratto sbocca a Marostica in Via Panica, dove abbiamo la possibilità di girare a sinistra e compiere una visita al centro storico. Per ritornare a Pianezze si prosegue imboccando sulla destra Via della Resistenza (riprende in questo punto la segnaletica con il Numero 5) per poi percorrere un piccolo sentiero di lottizzazione che costeggia il sotto monte e ci immette in Via Giovan Battista Ferrari. Si sale a questo punto lungo la via asfaltata con il dovuto rispetto per il codice della strada. La segnaletica ci invita a proseguire fino a via Oldelle, da dove  chi fosse stanco può proseguire  diritto e e ritornare in breve al punto di partenza a Pianezze. Il percorso principale, invece, prosegue una volta superato il dislivello, al limitare di via Oldelle, imboccando una salita breve da dove si dipana in un sentiero tortuoso ma piacevole e facile, che ci immerge ancora tra le piante di ciliegio ed a diversi punti panoramici. Il punto di snodo é ad una piazzola di sosta, superata la quale si gira a sinistra per imboccare una stradina bianca. In breve si ritorna sulla via asfaltata da percorre con la consueta avvertenza e si scende per Via Creazzo. Questo tratto di sentiero é tra i più panoramici del percorso.  In fondo a Via Creazzo andando a destra abbiamo la possibilità di concludere il nostro cammino tornando rapidamente a Pianezze via Roma, oppure possiamo girare a sinistra seguendo le indicazioni per l'Oratorio dedicato ai Santi Filippo e Giacomo. Per raggiungerlo si scende ancora su via Oldelle e si gira a destra per prendere un sentiero in corrispondenza di quello che sembra apparentemente un ingresso privato limitato da due pilastri in pietra e cotto, in realtà trattasi di strada pubblica. Si arriva in fondo al primo tratto e in corrispondenza di un bed and breakfast si gira a destra e si scende dolcemente, per poi percorrere una risalita  che ci porta al colle dove sorge l'antico Oratorio di San Filippo e Giacomo. Proseguendo si ritorna sulla strada e si  tiene il marciapiede per poi girare in corrispondenza di Via Beltrame  e ritornare al punto di partenza.

In questo tracciato si possono osservare varie caratteristiche del territorio: affioramenti di rocce basaltiche vulcaniche, sedimentarie di arenarie e calcari e sedimentarie vulcaniche di tufo; terrazzamenti del terreno in pendenza, detti “masiére”, cioè muri a secco, costruiti usando le rocce locali; vallecole incise e scavate da ruscelli. L'idrografia del territorio presenta un prospetto abbastanza ricco: rii, torrenti, ruscelli, sorgenti che nel tempo l'uomo ha incanalato e ordinato per favorire l'irrigazione, per migliorare le condizioni del terreno e per sfruttare la forza potenziale dell'acqua. Nella zona di Oldelle, contrada di Pianezze, rigagnoli scendono dalle piccole valli confluendo nella “rosa dea vale” (roggia della valle) e poi in un non meglio precisato ruscello, “rium”.
Lungo il percorso si incontrano frequentemente prati, orti, vigneti, oliveti, ciliegeti e molti altri alberi da frutto, inseriti in un ambiente collinare assai singolare che presenta diverse zone di grande interesse naturalistico. La vegetazione boschiva è costituita in prevalenza da piante d'alto fusto, come le infestanti Robinie, i numerosi Carpini bianchi, i grossi Castagni dei quali a volte rimangono tracce nelle ceppaie; gli Olmi, gli Ornielli, gli Aceri, gli Spaccasassi che, con le loro radici affondate nelle rocce, creano contorti intrecci; i grandi Ontani, tipici delle zone umide, e alcuni esemplari anche maestosi di Querce, Pioppi, Platani, Gelsi e Salici. C'è anche un ricco sottobosco formato da estese macchie di pungitopo e di rovi, da molte felci appartenenti a varie specie, da tappeti di muschi e di equiseti, da diversi licheni colorati che ricoprono le rocce e dall'edera rigogliosa che spesso riveste i tronchi delle piante. I prati, coltivati prevalentemente a graminacee e a trifoglio e falciati regolarmente, danno un foraggio ricco di sostanze nutritive. 
Le zone più tranquille, lontane dai centri abitati, sono popolate da Volpi, Tassi, Ricci, Martore, Faine, Donnole, Ghiri, Lepri e Caprioli; non è raro vedere Scoiattoli saltare da un ramo all'altro o coppie di fagiani nascondersi nell'erba alta dei prati. Ci sono anche molti uccelli che vivono e nidificano negli alberi, dove il bosco è più fitto: il Merlo, il Tordo, la Cinciallegra, il Finco, il Pettirosso e il Corvo. Nei numerosi corsi d'acqua vivono pesci come Marsoni, Gamberi, “Squaleti”, Trote e anfibi come Rane, Rospi, Salamandre e Tritoni. Tra i rettili sono frequenti gli Orbettini, le “Ande” e i “Carbonassi”.

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